C'è un'aria di fine ciclo dalle parti di Appiano Gentile. Denzel Dumfries, l'olandese che per anni ha spinto sulla corsia destra nerazzurra, è sempre più vicino al Real Madrid. E l'Inter si ritrova a gestire l'ennesima cessione pesante di un'estate che sta ridisegnando la squadra pezzo dopo pezzo.
Mourinho chiama, Dumfries risponde
A rendere il tutto ancora più suggestivo c'è il nome dell'allenatore che aspetta l'olandese al Bernabeu: Jose Mourinho, di ritorno sulla panchina del Real Madrid. Un tecnico che l'Italia la conosce bene, avendo guidato proprio l'Inter negli anni del Triplete.
Il paradosso è evidente. Mourinho torna a bussare in casa nerazzurra, e stavolta lo fa da avversario di mercato, per portarsi via uno degli uomini più utilizzati degli ultimi campionati. Per l'esterno è la vetrina della vita, per l'Inter è un buco da colmare sulla fascia.
L'affare Mancini e la pedina Frattesi
Non è l'unico fronte aperto. L'Inter sta lavorando anche in entrata, con il difensore della Roma Gianluca Mancini nel mirino per rinforzare il reparto arretrato. E per convincere i giallorossi, i nerazzurri sarebbero disposti a inserire Davide Frattesi nella trattativa.
Una mossa che dice molto della filosofia di questo mercato: l'Inter non spende soltanto, ma muove pedine, scambia, ricicla valore. Frattesi come contropartita è il segnale di una rosa che viene rimodellata senza tabù.
Un'estate di ricostruzione
Perdere Dumfries fa male, perché parliamo di un titolare, di corsa, di gol pesanti e di esperienza internazionale. Ma il messaggio che arriva da Milano è che nessuno è incedibile quando davanti c'è il progetto giusto.
L'Inter cambia pelle. Tra cessioni eccellenti e trattative aggressive, i nerazzurri stanno costruendo la squadra del prossimo ciclo. Resta da capire se la rivoluzione porterà solidità o soltanto nuovi punti interrogativi.
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