La Francia in vetta al Mondiale 2026: Mbappé e Dembélé trascinano i favoriti
La Francia guida le power rankings del Mondiale 2026 dopo il 3-0 alla Svezia, con Mbappé, Dembélé e Olise a sostenere l'attacco più temibile del torneo.
Pubblicato: 30/06/2026
Quando una nazionale arriva agli ottavi di un Mondiale senza aver davvero faticato, il resto del torneo tende a drizzare le antenne. È esattamente quello che sta succedendo alla Francia. Dopo aver liquidato la Svezia per 3-0 nel turno dei 32, al MetLife Stadium del New Jersey, la squadra di Didier Deschamps si è presa il ruolo di favorita numero uno, e lo ha fatto con la calma di chi tiene ancora marce di riserva nel motore.
In cima alle power rankings, con margine
Le power rankings post fase a gironi di ESPN hanno piazzato la Francia al primo posto, con 16 dei 20 voti per la prima posizione del panel. Dietro, nell'ordine, sono arrivate Argentina, Spagna, Inghilterra, Brasile e Germania. ESPN ha descritto Mbappé come "un uomo che sembra avere una missione" e ha osservato che i Bleus "non hanno ancora dovuto scavare a fondo per portare a casa un risultato".
Goal.com ha preferito indicare l'Argentina come la squadra da battere, ricordando che Messi guida le corse per il Pallone d'Oro e per la Scarpa d'Oro con 6 gol. Eppure lo stesso pezzo ha elogiato la Francia per "l'attacco più temibile del mondo". Opta Analyst ha riassunto il momento francese con un titolo netto: "un imbarazzo di ricchezze".
Una fase a gironi senza scossoni
La Francia ha chiuso il Gruppo I con il 100 per cento dei punti. Ha aperto battendo il Senegal per 3-1 al MetLife Stadium, il 16 giugno. Ha proseguito con un 3-0 sull'Iraq al Lincoln Financial Field di Filadelfia, il 22 giugno. E ha chiuso con un 4-1 alla Norvegia al Gillette Stadium di Foxborough, il 26 giugno.
La sfida con i norvegesi ha assunto contorni storici. Ousmane Dembélé ha segnato tre volte già nel primo tempo, in una tripletta descritta come la seconda più rapida nella storia dei Mondiali. È vero che la Norvegia è scesa in campo con una formazione ampiamente rimaneggiata, con Haaland e Ødegaard lasciati a riposo, ma l'efficienza francese non ha lasciato spazio a dubbi.
L'attacco che spaventa, la profondità che regge
I numeri interni raccontano la storia. Mbappé e Dembélé hanno messo a referto 4 gol ciascuno nella fase a gironi, entrambi in lotta per la Scarpa d'Oro, subito dietro ai 6 di Messi. Alle loro spalle, Michael Olise è stato il cervello. Schierato da numero 10, ha guidato il torneo per assist, con 3, e ha primeggiato negli indici di creatività, con una media vicina all'8,02.
La differenza rispetto agli altri pretendenti al titolo sta forse in panchina. Désiré Doué, Rayan Cherki e Bradley Barcola offrono a Deschamps opzioni di lusso per cambiare la partita nella ripresa, qualcosa che pochi avversari possono permettersi.
Svezia travolta, e un messaggio recapitato
Contro la Svezia, qualificatasi come una delle migliori terze, la Francia ha fatto ciò che serviva senza clamore. Mbappé ha segnato due volte, una per tempo, e Barcola ha aggiunto il terzo intorno all'intervallo. Olise ha confezionato un altro assist, il quinto nel torneo, e ha pure colpito un palo.
Il verdetto di ESPN è stato asciutto: "Gli uomini di Didier Deschamps hanno ricordato alla competizione perché sono i favoriti". La doppietta di Mbappé ha avuto anche un peso simbolico. I due gol hanno portato il suo conto personale ai Mondiali a quota 18.
La strada verso il 19 luglio
Adesso arriva il prossimo esame. La Francia affronta il Paraguay agli ottavi, il 4 luglio, a Filadelfia. I paraguaiani sono arrivati a questo punto con una sorpresa di peso, eliminando la Germania ai rigori. Se passa il turno, la Francia troverà Canada o Marocco in un possibile quarto di finale fissato per il 9 luglio, a Boston. La finale è in programma il 19 luglio.
Deschamps dovrebbe restare fedele alla formula che funziona. Il tecnico ha usato il 4-2-3-1 in 15 delle sue ultime 20 partite, un sistema che dà libertà a Olise tra le linee e apre gli spazi a Mbappé e Dembélé sulle corsie. La struttura è collaudata, i nomi sono di primissima fascia e l'attacco, per ora, sembra girare al di sotto del proprio tetto.
L'avvertimento per il resto del torneo è proprio questo. La Francia comanda le liste dei favoriti senza aver ancora mostrato tutto. E in un Mondiale in cui l'Argentina di Messi continua a fare paura, forse è questo margine di benzina il dettaglio più pericoloso di tutti.