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Cristiano Ronaldo nella storia: primo uomo a segnare in sei Mondiali diversi

Il 23 giugno la doppietta di Cristiano Ronaldo nel 5-0 del Portogallo all'Uzbekistan lo consacra primo giocatore a segnare in sei edizioni dei Mondiali, superando Lionel Messi.

Pubblicato: 28/06/2026

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Sesto minuto, NRG Stadium di Houston. Cristiano Ronaldo si alza più in alto di tutti, il pallone finisce in fondo alla rete e una statistica che resisteva da decenni cambia per sempre. Con quel gol all'Uzbekistan, martedì 23 giugno, il portoghese è diventato il primo calciatore della storia ad andare a segno in sei diverse edizioni dei Mondiali: 2006, 2010, 2014, 2018, 2022 e adesso 2026. Aveva 41 anni e 138 giorni. Non sembrava avere alcuna intenzione di fermarsi.

Il Portogallo ha travolto l'Uzbekistan per 5-0 nella seconda giornata del Gruppo K, davanti a 68.777 spettatori, e Ronaldo si è preso la copertina due volte. Dopo il vantaggio iniziale ha trovato anche il raddoppio prima dell'intervallo, al 39esimo secondo ESPN, chiudendo di fatto la partita quando mancava ancora un tempo intero da giocare.

Un primato strappato a Messi

Fino a martedì, il record apparteneva a due nomi. Ronaldo e Lionel Messi condividevano il primato di reti in cinque Mondiali diversi. L'argentino ha disputato sei edizioni come il portoghese, ma nel 2010, in Sudafrica, sotto la guida di Diego Maradona, non era riuscito a segnare nemmeno una volta. Quel torneo a secco ha lasciato la porta aperta, e Ronaldo l'ha attraversata per primo.

Le due reti hanno portato a dieci il suo bottino personale ai Mondiali, nono e decimo gol in carriera nella competizione. Numeri che gli hanno permesso di superare Eusebio, fermo a nove, e di diventare il miglior marcatore di sempre del Portogallo nella storia della Coppa del Mondo. Per uno che indossa quella maglia da oltre vent'anni, era forse l'ultimo primato nazionale che ancora gli mancava.

Il club esclusivo dei quarantenni

C'è poi il capitolo anagrafico, ed è quello che rende tutto più sorprendente. A 41 anni e 138 giorni, Ronaldo è diventato il giocatore più anziano a firmare una doppietta in un Mondiale. Ed è ora il secondo marcatore più vecchio nella storia del torneo, alle spalle soltanto di Roger Milla, che nel 1994 segnò a 42 anni e 39 giorni.

La doppietta ha inoltre spinto il suo conto realizzativo con la nazionale verso quota 144-145 reti, un record assoluto nel calcio maschile internazionale che continua ad allungarsi. Quella di Houston era la 24esima presenza mondiale di Ronaldo con il Portogallo. Per l'Uzbekistan, invece, era una prima volta in assoluto: gli asiatici si affacciavano alla rassegna iridata per la prima volta nella loro storia.

A completare il punteggio ci hanno pensato il terzino sinistro Nuno Mendes, in apertura, un'autorete attribuita ad Abduvokhid Nematov e il sigillo di Rafael Leao all'87esimo. La squadra di Roberto Martinez ha così mandato un messaggio chiaro al resto del torneo, almeno per una notte.

Un girone vinto a metà

Il finale di girone ha però ridimensionato l'entusiasmo. Il Portogallo ha chiuso il Gruppo K al secondo posto, con cinque punti, alle spalle della Colombia capolista a sette. Dopo l'1-1 d'esordio contro la RD Congo e il 5-0 all'Uzbekistan, i lusitani si sono fermati sullo 0-0 nell'ultima sfida con la Colombia, giocata a Miami, un pareggio che è costato il primo posto.

Dietro, la RD Congo ha chiuso a quota quattro e si è qualificata come una delle migliori terze, grazie al successo proprio sull'Uzbekistan. Gli asiatici hanno salutato il torneo a zero punti, sconfitti in tutte e tre le gare.

La parola a Ronaldo, e adesso la Croazia

A fine partita, Ronaldo ha mantenuto il consueto equilibrio tra orgoglio personale e discorso di squadra. "Sono molto felice, la squadra ha giocato davvero bene ed è migliorata molto", ha detto. "Ovviamente, sul piano personale, i record fanno sempre piacere, ma il mio obiettivo è sempre aiutare la nazionale a raggiungere i suoi traguardi".

Il prossimo ostacolo si chiama Croazia. Il Portogallo è atteso dal Round of 32, la sfida numero 83 del tabellone, in programma nei primissimi giorni di luglio. Più avanti, agli ottavi, potrebbe materializzarsi un incrocio pesante con la Spagna. Prima, però, c'è da superare i croati. E se a 41 anni Ronaldo riscrive ancora i libri di storia, conviene non dare nulla per scontato.

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